Trail delle Barme

Nel 2017 il Trail diventa “Trail delle Barme”, a sottolineare sin dal nome il passaggio – in discesa – in borgate caratteristiche e significative dal punto di vista paesaggistico e culturale per la storia di Angrogna. Si tratta di luoghi in cui varrebbe la pena soffermarsi con occhio attento per ammirare opere che rivelano, malgrado l’odierno abbandono, un lungo e paziente lavoro dell’uomo.

Il termine “barma”, molto diffuso nelle nostre Valli, indica un luogo protetto da una roccia sporgente che funge da tetto. Deriverebbe dal ligure “balma”, col significato di grotta, caverna, riparo sotto la roccia, ed infatti le barme sono sempre state utilizzate dai pastori e dalle greggi come riparo dalle intemperie.

Ad Angrogna in più di una barma sono state costruite delle vere e proprie abitazioni sotto le rocce, ed è proprio qui che il nostro trail transita per la prima volta.

Evidentemente il paesaggio circostante, col tempo, si è notevolmente trasformato ricoprendosi di vegetazione: per questo occorrerà concentrarsi sui particolari per scorgere i prati e i campi di un tempo, così come per immaginare la quotidianità delle famiglie che hanno vissuto qui.

Alla Barma si incontrano il locale dove venivano conservati gli alimenti, soprattutto latte e formaggio; poco oltre la stalla ed il fienile ed infine, sul lato opposto, l’abitazione vera e propria composta da una serie di vani che si succedono sotto la roccia. Dal 1941, con l’emigrazione della famiglia che per lungo tempo l’ha abitata per buona parte dell’anno, le case sono state a poco a poco abbandonate, se si eccettua il periodo tra la primavera e l’autunno del  1944, quando la Barma – proprio grazie alla sua posizione – fu la sede del “Pioniere”, giornale clandestino di azione partigiana.

Barma Mounastira è invece costituita da una lunga fila di case (anticamente appartenute ad una famiglia Monastier, da cui il nome) ai piedi di un grande roccione. Anche qui, i fabbricati sotto la roccia diventano sempre più bassi, adattandosi all’altezza decrescente della barma. Prima i blocchi a due piani, con la cucina in alto, poi un laboratorio per costruire e riparare attrezzi, un fienile, stalle e porcili di ogni dimensione. Sulla destra, non addossata alla roccia ma al fianco della montagna, una casa a tre piani, dotata di un pregevole forno.

Negli anni ’60 Barma Mounastira è stata progressivamente abbandonata. Recentemente tutta la borgata è stata ceduta dalla famiglia che ne era proprietaria sin da inizio Novecento, ed è ora oggetto di un interessante recupero da parte di un privato angrognino.

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